I NOSTRI VINI

TIMBRATO

ROSA

TIMBRATO – IL ROSA GIVITA

TIMBRATO
IL ROSA GIVITA

Il nostro Rosa non è un rosso mancato o un bianco macchiato: è un progetto
vitivinicolo destinato ad essere e fare ciò che né un rosso né un bianco possono.
Antichi cloni di Sangiovese dal terroir dell’Alta Valle Esina, quello di montagna,
lontano dal Mare Adriatico quanto basta per toglierlo dalla vista all’orizzonte, ma
vicino quanto basta per coglierne il valore del soleggiamento mediterraneo.

Il Rosa, cristallino e allegro, dona profumi di fiori gialli e bianchi, poi in bocca
esplode di aromi di frutti tropicali e agrumati, tutto sorretto da una fragrante
acidità citrina e da un corpo che rivela gli oltre 20 g/l di estratto secco.

Il nostro Rosa non è un rosso mancato o un bianco macchiato: è un progetto vitivinicolo destinato ad essere e fare ciò che né un rosso né un bianco possono.
Antichi cloni di Sangiovese dal terroir dell’Alta Valle Esina, quello di montagna, lontano dal Mare Adriatico quanto basta per toglierlo dalla vista all’orizzonte, ma vicino quanto basta per coglierne il valore del soleggiamento mediterraneo.

Il Rosa, cristallino e allegro, dona profumi di fiori gialli e bianchi, poi in bocca esplode di aromi di frutti tropicali e agrumati, tutto sorretto da una fragrante acidità citrina e da un corpo che rivela gli oltre 20 g/l di estratto secco.

Il Rosa è raccolto a mano, vinificato in bianco da grappoli direttamente in pressa per poi fermentare il mosto limpido e rosa a temperature intorno a 16°C. In questo modo si allunga il tempo di fermentazione degli zuccheri: più fermenta il mosto, più aromi secondari avrà il vino. La maturazione è solo nel tempo: mesi di travasi in cui Il Rosa accorda i propri strumenti sensoriali per arrivare all’armoniosa musicalità sensoriale.

L’INCONTRO

TIMBRATO & MASTRO

Mr. Guccio Gucci e Roberto Potentini si sono trovati a condividere
il valore del bello davanti a un bicchiere di vino. Non poteva esserci
miglior ispirazione se pensiamo all’etimologia dal termine “ven”
dell’antichissimo linguaggio Sanscrito (condivisa con il nome “Venere”)
che significava “bello”. Quindi il vino ha la bellezza nel suo profondo, un
bello sensoriale.

Mr. Guccio Gucci e Roberto Potentini si sono trovati a condividere il valore del bello davanti a un bicchiere di vino. Non poteva esserci miglior ispirazione se pensiamo all’etimologia dal termine “ven” dell’antichissimo linguaggio Sanscrito (condivisa con il nome “Venere”) che significava “bello”. Quindi il vino ha la bellezza nel suo profondo, un bello sensoriale.

Nasce immediato l’abbinamento concettuale alla linea Mastro (Creamy,
Velvety, Spicy, Classy, Smoky, Juicy): il bello porta eleganza, che a volte
vira al classico, dove anche i particolari evidenziano uno stile.

Nasce immediato l’abbinamento concettuale alla linea Mastro (Creamy, Velvety, Spicy, Classy, Smoky, Juicy): il bello porta eleganza, che a volte vira al classico, dove anche i particolari evidenziano uno stile.

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